“Sì all’Uomo – Premio nazionale Domenico Allegrino”: foto e video integrale. L’edizione 2015 premia le storie di Domenico Fazzari, Vigili del Fuoco di Pescara, Mariella e Mino Cantamessa.

postato in: Buone Nuove | 0

Il “Sì all’uomo” è ciò che contraddistingue il “Premio Nazionale Domenico Allegrino”. L’evento raccoglie le testimonianze, piccole o grandi, ma sempre eroiche, di chi sceglie nella propria vita di donarsi agli altri senza riserve, rinunciando a un po’ di sé per fare spazio alla generosità, al coraggio, al perdono, all’altruismo e alla carità.

Le storie più belle fioriscono in silenzio e il Premio, giunto quest’anno alla sua nona edizione, dà loro una voce, scegliendo anche quelle più attuali.

L’iniziativa “Sì all’Uomo” è stata ideata e realizzata per la prima volta nel 2007 in occasione del ricordo della morte di Domenico (29 marzo 1999) dall’Associazione a lui intitolata. Cornice dell’evento, che come ogni anno ha visto una grandissima partecipazione di pubblico, l’Auditorium “Flaiano” di Pescara.

A creare la consueta, emozionante atmosfera del Premio è stata la suggestiva performance della sand artist Erika Abelardo che ha aperto l’incontro, modellando la sabbia accompagnata dalle note al pianoforte di Fabio D’Onofrio.

Subito dopo è salita sul palco Antonella Allegrino, Presidente dell’”Associazione Domenico Allegrino Onlus”, che ha voluto ricordare il senso della manifestazione e la peculiarità di questa nona edizione: “Come ogni anno scegliamo di raccontare storie dal valore straordinario perché parlano, come poche altre, del valore dell’altruismo e dell’apertura verso gli altri. Queste, sono storie di vera solidarietà e genuino altruismo che sono in grado di suscitare nel pubblico uno speciale clima di emozione e di commozione. Non è da tutti scegliere la via della legalità, la più difficile e controcorrente, come ha fatto Domenico Fazzari nella sua comunità di Gioia Tauro. Servono tanto coraggio e altruismo anche per rischiare la propria vita come fanno quotidianamente i Vigili del Fuoco. Così come sembra fuori dal comune il perdono, e il fatto che Mariella e Mino non provino rancore per chi ha stroncato la vita della loro figlia. Le storie di quest’anno hanno anche un altro fil rouge, che è quello che le lega tra di loro all’attualità. La Corte d’Assise di Bergamo ha emesso mercoledì la sentenza di condanna per duplice omicidio nei confronti del conducente dell’auto che ha investito Eleonora. Anche la storia di Domenico vive l’oggi, in un momento in cui sempre nuove inchieste testimoniano che la mafia non è un fenomeno passato e non riguarda solo il Mezzogiorno, per cui c’è sempre bisogno di darsi da fare per promuovere un modo di pensare diverso. Ed infine, la vicenda dell’esplosione della fabbrica a Villa Cipressi ha acquisito nuovamente attualità dato che è stata resa nota pochi giorni fa la relazione della Procura di Pescara che ne ha analizzato, in modo approfondito, le cause. Un dolore che continua ogni giorno soprattutto per i familiari, ma anche per i vigili, che hanno affrontato la vicenda uniti come una famiglia e che trovano sempre il coraggio di andare avanti sapendo che un compagno di missione non c’è più e che con quel mestiere, tutte le volte, si guarda in faccia la morte”.

Il primo a salire sul palco è stato Domenico Fazzari, fondatore nel 2004 insieme ad altri ragazzi della cooperativa sociale agricola “Valle del Marro”, sui terreni confiscati alla ‘ndrangheta. Domenico ha detto senza paura “Sì” allo sviluppo sociale e civile della sua comunità di Gioia Tauro, anche grazie al sostegno di “Libera”, il coordinamento di impegno civile fra associazioni italiane più noto nella lotta alle mafie, nato con lo scopo di promuovere i valori della legalità e della giustizia. Quella di “Valle del Marro” è un’iniziativa forte e determinata. Sfida le cosche nel punto nevralgico della loro mentalità: invece di soldi facili e false promesse, propone il duro lavoro della terra; per combattere il degrado, persegue la cura del territorio. I terreni sono riutilizzati per proporre un sistema economico sano, e questo è un chiaro messaggio di resistenza che giorno dopo giorno Domenico porta avanti, fra sacrifici e difficoltà. La lotta alla mafia, infatti, non si è esaurita dopo la nascita della cooperativa. Tra intimidazioni, danneggiamenti alle strutture e in ultimo il furto di arance e parte dell’impianto di irrigazione, Domenico e i ragazzi di “Valle del Marro” non si lasciano scoraggiare. Continuano con l’attività agricola, le attività formative, i campi di volontariato, i progetti nelle scuole e tante altre attività grazie alle quali la piana di Gioia Tauro sta rifiorendo.

Il secondo premio è stato conferito a una rappresentanza del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Pescara, che si è resa protagonista di un gesto di grande coraggio intervenendo subito dopo l’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio dei ”fratelli Di Giacomo”, a Villa Cipressi di Città Sant’Angelo, il 25 luglio 2013. La squadra in servizio quel giorno era composta da Rolando Flacco, Gabriele Salvatorelli, Renato De Luca, Marcello Di Cerchio e Maurizio Berardinucci, che perse la vita. In quel tragico evento hanno onorato la propria divisa da Vigili del Fuoco. Hanno mostrato coraggio e altruismo anche nell’affrontare la morte del loro compagno di servizio Maurizio, stringendosi come una famiglia intorno alla moglie e ai figli. Anche la moglie di Berardinucci, Patrizia Colatriani, è salita sul palco.

Il terzo premio è stato conferito a Mariella e Mino Cantamessa, i genitori di Eleonora, investita da un’auto il 9 settembre 2013 mentre soccorreva un ragazzo picchiato per strada. Mariella e Mino hanno detto “Sì all’Uomo” lasciando da parte il rancore e raccogliendo l’eredità di amore incondizionato per il prossimo della loro figlia Eleonora. Eleonora Cantamessa, ginecologa di Bergamo, si spendeva per gli altri: visite fuori orario, cure gratuite alle ragazze più bisognose e una disponibilità totale verso i pazienti. Il gesto di quel 9 settembre in cui si fermò a soccorrere Baldev Kumar le è costato la vita. La madre Mariella e il padre Mino hanno testimoniato l’altruismo della figlia in quell’episodio da “buon samaritano”. Un gesto forte, che li ha colpiti così tanto da non provare rancore verso chi investì Eleonora, perché il segno che la loro figlia ha lasciato è l’amore incondizionato per il prossimo. La vicenda di Eleonora è tornata di stringente attualità: proprio mercoledì la Corte d’Assise di Bergamo ha infatti emesso la sentenza di condanna per duplice omicidio nei confronti di Vicky Vicky, l’indiano accusato di aver investito il fratello Baldev Kumar e Eleonora.

Il riconoscimento conferito agli ospiti è stato, come consuetudine, un’opera realizzata in esemplari unici dall’artista Nadia La Torre.

Le premiazioni sono state intervallate dalle note del trombettista Jorge Gabriel Rò e del pianista Fabio D’Onofrio che hanno eseguito brani di speranza, conforto e fiducia verso gli altri.

L’Auditorium è stato reso “vivo” anche grazie a vitalità e curiosità di numerosi studenti di Pescara e Chieti che hanno assistito all’iniziativa. In particolare, erano presenti: l’Istituto Comprensivo Pescara 2 con il Plesso “Via Cerulli”; l’Istituto Comprensivo Pescara 4 con il Plesso “Pascoli”; l’Istituto Comprensivo Pescara 6 con il Plesso “Benedetto Croce”; l’Istituto Comprensivo Pescara 7 con il Plesso “Antonelli”; l’Istituto Superiore Di Marzio – Michetti di Pescara; l’Istituto Superiore Pomilio di Chieti. Tutte le scuole hanno ricevuto in dono dall’Associazione “Domenico Allegrino” libri sulla solidarietà e materiale didattico per lo svolgimento delle attività scolastiche.

Lascia un commento